Esposizione
MINIMAL / BAROQUE
Gianluca Pacchioni
Esposizione
MINIMAL / BAROQUE
Gianluca Pacchioni
La Galerie Negropontes espone per la prima volta l’artista Gianluca Pacchioni. Le sue opere giocano con gli opposti, unendo semplicità ed esuberanza.
L’artista milanese lavora con passione materiali ancestrali come la pietra e il metallo, nella tradizione dei maestri artigiani che trasformavano gli interni in scenari per le loro creazioni virtuosistiche. Pacchioni forgia l’acciaio, fonde il bronzo, martella l’ottone, nei quali inserisce marmo e onice nella loro forma grezza o elaborata.
La mostra Minimal / Baroque si apre, tra le altre cose, con una variazione dei suoi tavolini Cremino. Qui l’onice bianco è inserito in sottili strutture in bronzo. Il lato primitivo della pietra si riflette su una lastra di ottone, che ne riproduce la superficie irregolare ed enfatizza la forza tellurica del materiale. L’altro lato è liscio, traslucido, quasi diafano, e fa sì che lo sguardo si perda nelle sfumature del marrone con riflessi dorati o, per la prima volta, in una bianchezza glaciale. La forma ovale di questi pezzi unici richiama il mito greco della nascita dell’onice: mentre Venere dormiva su una spiaggia, Cupido le tagliò le unghie. Queste si trasformarono in pietre eccezionali, da allora utilizzate per ornare i gioielli più preziosi.
L’onice bianco è impiegato da Gianluca Pacchioni anche per la credenza Metaphysical, un piccolo cubo di onice e ottone posato su sottili gambe metalliche, ancora una volta con effetto specchiante del ripiano sottostante. L’opera appare come un monolite bianco attraversato da venature d’ottone, in uno stile vicino al kintsugi giapponese. Questa tecnica rende l’oggetto enigmatico: è un blocco o un assemblaggio? Le reti create dal metallo rispondono a quelle della pietra naturale. Il passato della materia diventa l’essenza della sua bellezza. Una porta nascosta si apre su un interno dorato, come un tesoro.
La Galerie Negropontes presenta inoltre un’altra nuova creazione del repertorio di Gianluca Pacchioni: la credenza Under the Sheets. In questo caso l’artista lavora con quarzite della Patagonia con inclusioni di nero profondo, oro pallido o marrone espresso, che sembrano depositate su una pietra bianca attraversata da numerose venature. Alcune zone sono molto opache, altre traslucide. La pietra in alcuni punti scintilla. Gli effetti naturali estremamente grafici sono valorizzati da una base ondulata in ottone patinato dalle tonalità dorate. L’artista propone un’esperienza tattile, invitando a «accarezzare un corpo nascosto in un blocco di granito».
La mostra include infine una terza versione del pannello decorativo Fossil. La vegetazione è intrappolata nel metallo fuso, come avveniva agli albori della Terra. L’impronta, la traccia, la testimonianza della vita che attraversa le ere rimane.