Esposizione
Matisse: a Legacy
Esposizione
Matisse: a Legacy
In occasione della mostra “Matisse. 1941–1954” presentata al Grand Palais, la Galerie Negropontes Paris dedica il suo nuovo spazio a una collaborazione con Maison Matisse, fondata nel 2019 da Jean-Matthieu Matisse, pronipote del pittore. In occasione di questo invito, la mostra presenta la collezione 1869 firmata da Alessandro Mendini, Jaime Hayon e l’installazione di Ronan Bouroullec & Erwan Bouroullec per Maison Matisse, insieme a opere di Perrin & Perrin, Ulrika Liljedahl, Éric de Dormael, Agnès Baillon, Linda Oubhi, Tal Lancman & Maurizio Galante, Carmen M. Castaneda, Benjamin Poulanges ed Elena Syraka.
Pensata come un’eco contemporanea di questa importante retrospettiva, la mostra esplora motivi essenziali dell’universo matissiano: la finestra, la danza, la bagnante, il Mediterraneo, il fiore, il découpage, i colori attraverso pratiche nelle quali dialogano vetro, tessuto, ceramica, metallo e luce.
I vasi di Alessandro Mendini traducono in volume la spazialità decorativa di Matisse. Jaime Hayon, dal canto suo, celebra la magia cromatica del pittore. Le sue forme dagli accenti mediterranei, al confine tra arte e design, fanno vibrare il colore. L’installazione di Ronan & Erwan Bouroullec, in terracotta, alluminio anodizzato e porcellana, appare come una finestra aperta sul Mediterraneo. Un’ulteriore selezione di opere degli artisti della galleria completa questa esposizione e mette in luce l’eredità di Matisse.
Le opere in vetro di Perrin & Perrin, tratte dalla serie Window, materializzano anch’esse questa idea di finestra. Quanto al loro tappeto Toscane, dispiega sul pavimento un gioco di forme ritagliate che richiama le gouaches tarde di Matisse dal suo libro Jazz.
L’opera tessile di Ulrika Liljedahl, in nylon blu e bianco, fluida e aerea, richiama al tempo stesso le tende sollevate dal vento negli interni nizzardi del pittore, oppure il mare sospeso tra trasparenza e luce.
La scultura luminosa Carline di Éric de Dormael prolunga questa riflessione: le sue foglie metalliche ritagliate proiettano ombre mutevoli che evocano i découpages dell’ultima fase della vita di Matisse, trasformando luce e ombra in un disegno nello spazio.
In eco alle bagnanti di Matisse, ricche di colori e movimento, le nuotatrici aggraziate e diafane di Agnès Baillon apportano una nota enigmatica alla mostra.
La mostra presenta una fotografia delle Tulipes perroquet di Tal Lancman, così come i pappagalli in porcellana ricamati in organza colorata e aerea realizzati da Tal Lancman & Maurizio Galante, in dialogo con le celebri Tulipes perroquetdipinte da Matisse nel 1905.
Con Chroma 6575 IV, Carmen M. Castaneda dispiega un campo di forme organiche in blu profondo che richiama i Nus bleus e le gouaches découpées di Matisse: il dialogo tra pieni e vuoti struttura la composizione, la ripetizione ornamentale afferma una dimensione decorativa cara al pittore, le paillettes catturano la luce come una superficie radiosa e il ricamo all’uncinetto di Lunéville trasporta il principio del découpage in una scrittura tessile.
Infine, la serie di gioielli Matisse Leaf di Elena Syraka, tratta dalla collezione Idols, prolunga questo omaggio in un registro prezioso: foglie stilizzate in oro 18 carati, punteggiate di diamanti e associate a pietre semipreziose, completano questa simbologia poetica.
Concepita come un attraversamento, la mostra trasforma questo spazio in una finestra interiore aperta su un universo azzurro, cromatico e armonioso. In dialogo con la retrospettiva del Grand Palais, la galleria propone così una lettura complementare: quella di un immaginario vibrante che continua a ispirare la creazione contemporanea.