Le radici svedesi di Ulrika Liljedahl le conferiscono una curiosità e una capacità di osservare la natura che permeano tutte le sue creazioni.
La sua ispirazione è il vivente. Questo si riflette nel suo lavoro attraverso l’uso di materiali come crine di cavallo o pelle, ma anche attraverso l’impiego di materiali naturali e sintetici.
Al centro vi è la sua capacità di utilizzare le caratteristiche distintive del materiale, lavorando intorno ai suoi vincoli e introducendo nuove e sorprendenti forme di espressione.
Le sue opere sono concepite come la quintessenza dei materiali che esalta, giocando sui loro movimenti intrinseci e sulle vibrazioni contenute.
Utilizza in modo intuitivo i colori che sceglie e posiziona con cura, creando spettacolari gradazioni vorticose.
Le sue opere sono sempre eleganti, realizzate come pezzi di haute couture estratti dal loro contesto.
Sospese nell’aria o appoggiate a terra, sono animate da una duplice natura: la loro presenza è forte e avvolgente, mentre la sottigliezza dei dettagli è pervasiva, agendo come un amplificatore di immaginazione.
Da oltre 150 anni, Pinton perpetua il savoir-faire della Manifattura Reale di Aubusson, che ha reso la Francia celebre per la produzione di tappeti e arazzi di alta gamma.
Nel XX secolo, l’arte tessile si è emancipata dalla pittura, diventando un mezzo autonomo ed esplorando nuove tecniche.
Fortemente legato alla qualità del loro lavoro, l’atelier Pinton porta avanti una tradizione di stretta collaborazione con artisti contemporanei, in un continuo scambio con i diversi mestieri che intervengono dalla prima bozza fino alla caduta del telaio.
La Galerie Negropontes ha voluto confrontare questi elevati standard con quelli di Perrin & Perrin. Il duo è stato immediatamente coinvolto in questo nuovo progetto, interrogandosi, proponendo e mettendosi in discussione per lavorare con un materiale fino ad allora sconosciuto, trasformandolo in una nuova modalità espressiva.